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domenica 26 marzo 2017

CARAMELLE

Siamo giunti al sesto racconto del concorso SMART WRITING.... potete partecipare con un racconto. VI ANDREBBE DI ESSERE PARTE DELLA GIURIA? RISPONDETE ALLA DOMANDA QUI A FIANCO
per informazioni murodilibri@libero.it



Lo incontrai alla stazione dei treni di Faenza circa un anno fa.
Ero entrata per comprare due biglietti andata e ritorno per Venezia. Io e Giovanni saremmo partiti per una delle nostre gitarelle quel fine settimana e stavo facendo la fila allo sportello quando, con la coda dell’occhio, mi sembrò di vederlo.
Era strano che si trovasse lì. Viveva da dieci anni a Como e dalla morte di sua madre, a quel che ne sapevo, non veniva quasi più dalle nostre parti.
Mi voltai e mi accorsi che era proprio lui.
 Era un po’ più grosso dell’ultima volta che l’avevo visto, e mi colpirono le guance rosee e piene da ragazzino goloso che contrastavano con i capelli ormai tutti bianchi. Usciva dal bar con una borsa in spalla e teneva in mano un pacchetto di caramelle gommose.
Distolsi di scatto lo sguardo e cercai di nascondermi tra le altre persone ma ormai mi aveva visto e allora accennai un gesto di saluto e un sorriso mentre lui mi si avvicinava, facendo dondolare il pacchetto delle caramelle.
“Ciao” mi disse
“Ciao” gli risposi. E poi “Cosa ci fai qua?”
“Sono passato a trovare mia sorella e prendo di qui il treno per Roma. Sai, adesso con Italo in poco più di due ore da Bologna sei a Roma. Devo vedere un cliente, ho prenotato una stanza per una notte in piazza Barberini. Noi ci siamo stati a Roma insieme, vero?…”
“Certo che ci siamo stati” e avrei aggiunto come puoi avere il dubbio, è stato il nostro Viaggio.
“Si, si, hai ragione. Adesso mi sembra di ricordare di aver guardato con te la fontana del Tritone. Forse abbiamo fatto anche delle fotografie.”
“Si, infatti.” E nella mente mi si aprì l’immagine della piazza nella luce di un lontano pomeriggio d’inverno.
“ Ci torno  volentieri a Roma. Non è come Milano, che mi ha stancato. Dicono che questo Italo poi sia molto comodo e ci si può collegare a internet, arrivi che non te ne sei neanche accorto”
Era arrivato il mio turno allo sportello, mi sporsi verso l’impiegato, chiesi i biglietti e pagai. Intanto lui non accennava a salutarmi e ad andarsene. Se ne stava lì in piedi ad aspettarmi.
Lo guardai  mostrandogli i biglietti e dissi piano “Ecco fatto”. Diedi anche una sbirciata fuori, alla macchina in divieto di sosta.
Se ne uscì tranquillo con: “Ti viene in mente qualche posticino dove andare a mangiare, a Roma?”
“Non saprei” dissi “E’ tanto che non ci vado. Ricordo più o meno le strade di un paio di ristoranti ma non i nomi”
“Siccome paga la ditta, ho intenzione di trattarmi bene ma ad andare alla cieca si rischia di prendere una fregatura”
“Magari c’è un buon ristorante nell’hotel” e allungai di nuovo il collo per controllare la macchina ma lui sembrò non accorgersene e continuò a farfugliare sulla qualità dei ristoranti a Roma
“A che ora parte il tuo treno?” gli chiesi
“Sono arrivato in anticipo, ho ancora un quarto d’ora. Mi pare che andassimo anche a visitare il foro, quella volta.”
“ Eh, si.” Mi avevano fatto un’incredibile impressione le rovine del  foro romano al tramonto quella prima volta, non potevo certo essermene dimenticata. E mi rivedevo con il mio cappotto a scacchi nuovo e il mio latino ancora fresco di liceo aggirarmi felice tra quelle antiche pietre che avevo visto solo sui libri e tante volte immaginato.
“Sta bene tua sorella?” gli domandai
“Ma si, anche se da quando è morta mia mamma sembra più spenta. Litigavano sempre ma adesso…” e dopo una breve pausa “Non ha più nessuno con cui litigare”
Mi vennero in mente le tante discussioni a cui avevo assistito.
Guardai di nuovo verso la macchina e stavolta lui sembrò capire.
“A proposito, grazie per essere venuta al funerale, c’era anche tuo fratello”
“Ero affezionata a Giulia anche se non la vedevo quasi più. Mi è dispiaciuto veramente”
“Beh, comunque era malata da tanto tempo..”
Feci una smorfia non sapendo cosa dire e cominciai ad allontanarmi, salutandolo ed augurandogli buon viaggio.
Mi rispose con un “Ciao Silvia” e poi, avanzando di qualche passo verso l’uscita e alzando un po’ la voce  “Scusa, non ti ho chiesto se volevi una caramella”


 

venerdì 24 marzo 2017

A SESSANT'ANNI DAL TRATTATO DI ROMA

L'INGANNO 


Sul cielo terso, strappi d'oscurità.
Ferite profonde, minacciosi varchi,
colano al suolo, non sono parchi,
miasmi d'ossidiana tonalità.

OH fiore adorno d'arcana purezza,
il tuo nitore è presto velato
dai molti adepti di un dio spietato 
che linfa assorbe e cede in tristezza. 

La Venere Dionaea s'atteggia con tatto.
Sfoggia, generosa, la propria avvenenza 
ma, lo si sa, è solo parvenza 
pronta a predar chi ha l'occhio distratto. 

A falsar virgulti da grazioso orpello, 
insegna l'edera, la grande esperta 
ma poi destina a morte certa 
chi, in buona fede, le da il puntello. 

Il malaffare a guisa di tossina, agisce. 
"Uniamo i popoli", dicean in coro,
poi han sottratto le pentole d'oro 
e alla plebe, ingenua, l'arcobaleno svanisce. 


mercoledì 22 marzo 2017

L'OMBRA DEL GRANDE ALBERO


QUESTO È IL QUINTO RACCONTO IN GARA....  
Quelli che sono arrivati via posta tradizionale, proviamo ad inserirli tramite fotografie. Speriamo siano leggibili. NEL FRATTEMPO, CONTINUATE A RISPONDERE ALLA DOMANDA QUI A FIANCO. 
Vuoi partecipare col tuo racconto?




lunedì 20 marzo 2017

CONCORSO NAZIONALE DI POESIA "M.V. FABRONI"

                                                                                                           
        
REGOLAMENTO
1^ EDIZIONE CONCORSO DI POESIA
“MARIA VIRGINIA FABRONI”
Tema di questa edizione: “VITA CAMPESTRE”

1. Concorso di poesie inedite (per inedito si intende non essere stato pubblicato da nessun editore).

2. Sono ammesse al concorso poesie in lingua italiana, presentate da autori cittadini italiani e stranieri che abbiano compiuto il diciottesimo anno. Ogni autore potrà inviare un massimo di n. 3 poesie.

3. La modalità di partecipazione al concorso è gratuita.

4. Tutte le opere dovranno essere ispirate al tema “VITA CAMPESTRE ”.

5. Tutte le opere dovranno essere inviate entro il 31 MAGGIO 2017.

6. Il testo, senza firma e la scheda di partecipazione, corredata dei dati identificativi dell'autore (nome, cognome, età, professione, indirizzo, n. telefonico e mail), dovranno pervenire preferibilmente via email all’indirizzo premiomvfabroni@gmail.com (in formato testo sottoforma di: .doc, .pdf, .jpg, ecc..) o con spedizione postale o consegna diretta in numero copie UNO in busta chiusa, a Municipio di Tredozio – via Martiri, 1 – 47019 Tredozio (FC), citando in oggetto o nel frontespizio della busta il titolo “Concorso di poesia Maria Virginia Fabroni  2017”.

7. Le poesie presentate saranno valutate ad insindacabile giudizio da una giuria che sarà nominata dal sindaco con propria determinazione, dopo la scadenza di presentazione delle poesie e sarà composta dallo stesso Sindaco o suo delegato e da uomini e donne della cultura letteraria.  La composizione della giuria verrà resa nota, attraverso i canali ufficiali.

8. L’opera vincitrice verrà riprodotta su un apposito muro, indicato dall’amministrazione comunale; ai primi tre classificati saranno consegnati attestati con motivazione.      Tutte le poesie meritevoli verranno pubblicate su un volumetto celebrativo dell'edizione.

9. La premiazione avrà luogo a Tredozio in data da definirsi. Ai vincitori sarà data comunicazione telefonica. In caso di assenza, il vincitore ha facoltà di delegare un suo incaricato per presenziare all'evento.

10. Gli autori rimangono pienamente in possesso dei diritti relativi ai testi con cui intendono partecipare al concorso. Accettano, altresì, di concedere a titolo gratuito e senza nulla pretendere i diritti di esecuzione, riproduzione e pubblica diffusione delle opere presentate. Inoltre gli autori accettano di concedere a titolo gratuito e senza nulla pretendere i diritti di pubblicazione, distribuzione e vendita delle opere presentate, in realizzazione al volumetto celebrativo.

11. Per poter partecipare è necessaria l’autorizzazione al trattamento dei dati personali. Il/la partecipante è inoltre totalmente responsabile della veridicità dei dati comunicati, dell’autenticità e paternità dell’opera.

12. Le opere non verranno restituite e l’organizzazione declina ogni responsabilità in caso di smarrimento.

IL TERMINE PER L’INVIO E’ IL
31   maggio   2017

Per ulteriori informazioni  
premiomvfabroni@gmail.com


http://www.comune.tredozio.fc.it


domenica 19 marzo 2017

PER LA FESTA DEL PAPÀ - M.V. FABRONI


LA SIGARETTA

Siete pronti a giudicare i racconti del concorso SMART WRITING? RISPONDETE ALLA DOMANDA QUI A FIANCO 
murodilibri@libero.it



D’estate si poteva quasi percepire l’odore del mare. Avevamo appena finito di cenare e lei spalancava la finestra sulla terrazza e si metteva lì seduta, ad ascoltare la musica alla radio con in mano la sua sigaretta.
Indossava una semplice vestaglia di lino bianca, e mentre ne aspirava voracemente il fumo, non poteva fare a meno di lamentarsi del caldo torrido che non le permetteva di dormire la notte.
Con il braccio, sollevava i lunghi capelli rossi che le si erano incollati sul collo, in quei pochi attimi in cui un po’ d’aria soffiava.
“Oh, adesso finalmente si respira!” diceva lei con in mano la sua sigaretta.
Aveva l’aria stanca.
Milioni di volte le avevo chiesto di smettere di fumare, ma lei nulla, non voleva saperne.
“Ti fa male alla salute, e con tutti i soldi che ci spendi, potremmo andarcene in vacanza” le ripetevo costantemente.
Ma lei, incurante, mi rideva in faccia persino quando le dicevo che fumare l’avrebbe fatta invecchiare.
Non era come le altre donne del suo tempo. Lei non aveva i capelli curati, a malapena andava dal parrucchiere solo per un veloce taglio. Portava da sempre, la solita treccia di capelli biondi che le scendeva dritta sulla schiena. Non indossava mai abiti eleganti, si sentiva a suo agio con un jeans ed una maglietta.

Era tuttavia, il ritratto della donna contemporanea: una lavoratrice, una casalinga, una moglie ed una madre al tempo stesso.
Per me non era di fondamentale importanza che lei non fosse come le altre donne, o che la domenica in chiesa non mettesse l’abito più bello. Per me era importante farle capire che doveva smettere di fumare, non c’era nulla di femminile nel farlo.
Eppure in quelle sere d’estate, rimanevo ipnotizzato a guardarla fumare, mentre leggeva i suoi romanzi d’amore, forse per fuggire ad una realtà che le stava troppo stretta. E mentre sfogliava pagina dopo pagina, quasi vivesse quelle emozioni scritte sulla carta, si prendeva una ciocca di capelli e se la passava nervosamente tra le dita come ad attorcigliarla, in attesa di un’altra sigaretta.
Dopo cena non avevamo mai grandi dialoghi. Lei era davvero molto stanca.
Ed io ero la persona meno adatta con la quale parlare di certi argomenti. Forse avrebbe avuto bisogno di sfogarsi, di raccontare anche lei di cosa le passasse per la testa, ma aveva poco tempo e doveva anche prendersi cura della casa. Pertanto era fuori discussione disturbarla mentre usciva in terrazza, perché quello era il suo unico momento di serenità.
Ogni suo libro aveva l’angolo in alto a destra più gonfio, fu lei a spiegarmi che per non perdere il segno, ogni volta metteva una piega, in modo che potesse riprendere nella lettura, al punto in cui era rimasta. Nella mia mente pensai che ad ogni piega corrispondesse una sua pausa per accendersi una sigaretta.
Eppure odiavo vederla fumare. Lasciava un pessimo odore anche in casa, nonostante le finestre aperte, le urlavo spesso: “chiudi quella finestra! che con la corrente entra tutto il puzzo di fumo in casa!” e lei si alzava silenziosa dalla sedia in terrazza e socchiudeva le finestre, ma sempre con la sigaretta in bocca.
Cercavo in tutti i modi di farle capire che non volevo, che non doveva fumare.
Ma era tutto inutile.
A volte, quando cercavo fogli o ricevute, in alcuni scaffali trovavo addirittura diversi pacchetti di sigarette, come una sorta di provvista, per non rischiare di rimanerne senza.

Non so se in quei momenti ero più amareggiato o seccato da questo fatto, ma davvero non capivo, come mai quel bastoncino meritasse tutta la sua attenzione e non potesse farne a meno.
Poteva essere un bicchiere di vino e invece era un continuo accendi e spegni di sigarette. Molte delle quali nemmeno finite, fumate così, tanto per il gusto di tenerla in mano.
Eppure in estate lei era lì, sul balcone con il vento tra i capelli e la sigaretta tra le mani ascoltando Baglioni alla radio.
Un giorno mi trovai seduto in un bar, da solo, scrivendo di progetti universitari al computer. Ero a New York, ed entrato nello Starbucks di turno e siccome c’erano solo un paio di persone, decisi di fermarmi.
Presi in mano il mio caffè caldo, guardando con aria assente i passanti dalle vetrate. Poi di colpo rimasi colpito da una ragazza, piuttosto giovane, o al massimo mia coetanea, indossava un paio di jeans attillati ed una maglietta nera. Aveva il corpo lungo e l’aria molto stanca. Una lunga treccia di capelli fulvi le arrivava quasi a metà schiena.
Di colpo appoggiò a terra quello che poteva essere l’involucro del suo violoncello, forse era una studentessa di musica. Prese dalla tasca un pacchetto di sigarette e si appoggiò contro la vetrata per fumarsela, mentre tutto attorno le si muoveva avanti e indietro.
Sentì di colpo la mancanza di casa.
Corsi fuori e forse, in modo troppo irruento, le chiesi se potessi averne una. Lei molto cortesemente mi porse una sigaretta.
A pochi passi da lei, la accesi. Fu un respiro molto intenso, e sentì il rumore del tabacco mentre bruciava. Provai anche io un momento di completa serenità, come quelli di mia madre con la sua sigaretta.








giovedì 16 marzo 2017

PER LA MORTE DI ROSSINI - M.V. FABRONI


Con la classe sopraffina che la contraddistinse sempre e che la rese famosa in tutta Italia, Maria Virginia Fabroni ci offre i sofferti versi che vergò tre giorni dopo la scomparsa del celebre compositore Gioachino Rossini, avvenuta il 13 novembre 1868. 
La poetessa ne elogia la maestria. Oltre a comporre poesie, MVF era pure un'eccellente pianista e amava suonare le opere di Rossini.
Scrive chiaramente che questa morte è una perdita e un lutto per l'Italia intera...e come darle torto?